Interviste: Valentino Ditoma (Ancitel) racconta l’iniziativa “Network degli Operatori Comunali” e fa il punto sul sistema SGAte

Valentino Ditoma, ingegnere informatico, lavora in Ancitel da oltre dieci anni. Da due è responsabile della Divisione Information Technology, che realizza i servizi Web che l’azienda offre ai suoi clienti e gestisce i progetti tecnologici che Ancitel porta avanti su commissione o su iniziativa propria.

Dal momento che è una sua creazione, iniziamo la nostra intervista partendo dall’iniziativa denominata Network degli Operatori Comunali, un gruppo di lavoro costituito da amministratori e operatori SGAte distribuiti su tutto il territorio nazionale che contribuiscono attivamente al miglioramento del sistema di gestione delle agevolazioni e, quando necessario, svolgono un’attività puntuale di verifica delle funzioni applicative.

Com’è nata l’idea del network?: “A gennaio di quest’anno – racconta Ditoma - Montecatini ha ospitato la Conferenza Nazionale sul progetto SGAte registrando un grosso successo di pubblico. Il duplice scopo dell’evento era quello di illustrare lo stato dell’arte del sistema e mettere in contatto i referenti comunali più proattivi e gli attori principali dell’iniziativa (Autorità, ANCi, Caaf, le associazioni dei consumatori, ecc). Durante il mio intervento in qualità di responsabile tecnico dell’aziendaho ricevuto dai presenti una lunga serie di domande molto tecniche e relative al funzionamento del software mentre, contemporaneamente, mi venivano dati vari suggerimenti per apportare migliorie alle applicazioni”. E’ stato a quel punto che Ditoma si è reso conto che esisteva un patrimonio di conoscenze, un know how relativo al sistema SGAte ampio e prezioso da raccogliere e valorizzare. Il problema era come riuscirvi.
 

Il Network degli Operatori Comunali
Il primo passo è stato rimandare il confronto tecnico a un’altra sede dove fosse possibile mettere in piedi un dibattito più strutturato e produttivo. Serviva insomma un tavolo di confronto intorno al quale far sedere una più ristretta cerchia di operatori comunali insieme con gli analisti e i tecnici che sviluppano il sistema SGAte, in modo da poter raccogliere tutti i suggerimenti, annotare le criticità e dare delle risposte.

Nasce così l’idea del “Network degli Operatori Comunali”: “Nelle nostre intenzioni il progetto doveva partire subito, ma la mole di lavoro derivante dal lancio del Bonus Gas e da altre criticità ci ha costretto a rimandare il primo incontro a metà aprile. Ora l’iniziativa ha finalmente visto la luce incontrando il favore dei Comuni e ripristinando un canale di comunicazione diretta tra questi e Ancitel. Canale che è sempre esistito, ma che negli ultimi tempi aveva funzionato meno proprio perché - con il lancio del sistema SGAte - abbiamo dovuto gestire un enorme mole di lavoro in poco tempo”.

Uno sforzo notevole e che tuttavia ha dato i suoi frutti se è vero che, quello realizzato, è forse l’unico sistema che vede coinvolti in maniera puntuale e precisa tutti gli 8100 comuni italiani in una piattaforma centralizzata nazionale. Già dal primo incontro del network - rileva Ditoma - sono state fornite indicazioni utili delle quali sarà tenuto conto nello sviluppo del sistema SGAte previsto per il 2010, anno in cui esso dovrebbe entrare a totale regime e quindi essere completato in tutte le sue parti.

E siccome la condivisione delle informazioni è fondamentale per favorire miglioramento dell’intero sistema, il know how che viene raccolto durante gli incontri del network verrà trasferito in due direzioni: verso il basso, e cioè verso la grande platea degli amministratori e operatori che verranno raggiunti grazie agli strumenti di comunicazione già operativi come il sito, la newsletter ecc; ma anche verso l’alto, e cioè verso l’Anci e l’Autorità, perché molti dei suggerimenti che arrivano meriterebbero di impattare la strategia di gestione dell’intera iniziativa.

Il sistema SGAte: un bilancio
A quasi un anno e mezzo dal lancio del sistema Sgate è tempo di bilanci. Ditoma non si tira indietro: “Sono sostanzialmente soddisfatto – spiega – perché i risultati ci sono e sono ragguardevoli. Basti pensare che il sistema ha raccolto oltre un milione e 400mila domande solo per il Bonus Elettrico, e che gran parte di esse ha dato origine ad agevolazioni effettive.
Questo significa che abbiamo messo in piedi un modello che funziona – aggiunge - e per il quale individuo almeno due punti di forza: il primo consiste nell’aver permesso che fossero gli enti locali a gestire la raccolta delle domande e quindi il rapporto con l’utenza. Il secondo risiede nell’aver imposto a livello nazionale di criteri e strumenti che consentono economia di scala e uniformità di trattamento al cittadino. E il tutto è avvenuto nel rispetto delle autonomia locali”.

Nonostante le molte luci, non mancano tuttavia alcune ombre: “Purtroppo in alcuni casi abbiamo registrato frustrazione e delusione da parte dei Comuni – ammette Valentino Ditoma - per aspetti operativi e tecnici che non c’è stato oggettivamente modo di curare a fondo a causa del poco tempo a disposizione. Per il Bonus Elettrico, ad esempio, siamo partiti con lo sviluppo nell’autunno del 2008 quando l’avvio del sistema era previsto a gennaio 2009. Pochissime settimane a disposizione per sviluppare un sistema molto complesso che ci hanno costretto inizialmente a realizzare solo l’essenziale, senza poter dare il giusto peso a fattori importanti come ad esempio l’usabilità”.

Gioco forza ”il Comune ha operato inizialmente su una applicazione poco matura”. Poi è partito il gas che essendo un’agevolazione diversa ha richiesto applicazioni del tutto nuove, quindi si è dovuto realizzare collegamenti con attori esterni (Social Card, inps). “Una quantità notevole di cose da fare sempre con tempi contingentati – spiega – che ci ha costretto quindi a fare delle scelte, per esempio sviluppando subito l’essenziale e rimandando nel tempo altre funzionalità pur necessarie ma meno irrinunciabili. Il mio rammarico – aggiunge - è che, a queste condizioni, non siamo riusciti a ridurre al minimo l’onere di coloro che normalmente teniamo più in conto, gli operatori comunali. Allo stesso tempo, questo significa che proprio a essi va una parte consistente del merito che l’operazione sia andata a buon fine.

Prospettive per il futuro.
Per quanto riguarda il prossimo futuro, gli accordi siglati tra Ancitel e ANCI prevedono il completamento delle attività di sviluppo del sistema SGAte entro l’anno in corso. “Al momento il nostro obiettivo – conferma infatti Ditoma - è affinare al meglio l’applicazione e completarla in tutte le sue parti. Successivamente, a mio avviso l’obiettivo che tutti dovremmo porci è capire se e come allargare questo sistema ad altre tipologie di agevolazioni e sostegno sociale. E’ un asset realizzato, un investimento compiuto e abbiamo verificato che funziona, quindi sarebbe molto utile capire come metterlo al servizio di altre forme di agevolazioni e di altri agevolatori, condividendo con loro uno strumento facilitativo e il suo prezioso database ricco di informazioni sul disagio nazionale”.

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Questa intervista è parte di un ciclo di contributi raccolti dalla redazione di SGAte per ampliare e integrare la produzione dei casi studio sul sistema SGAte dando voce alle persone “dietro” le Istituzioni coinvolte nel progetto. Se pensate di aver una storia interessante da raccontare e condividere con i Comuni, vi preghiamo di scrivere alla redazione inviando una e-mail all’indirizzo nlsgate@ancitel.it.