Cosa deve fare il Comune che ha affidato l'attività al CAF?

Il Comune, una volta siglato l’accordo con il CAF, tramite l'amministratore SGAte, debitamente nominato ed individuato, deve abilitare il CAF per l’invio dei dati. Le credenziali alle agenzie CAF non vengono fornite dal comune, ma, direttamente dal CAF Nazionale iscritto all'albo attraverso un sistema piramidale di creazione delle utenze.

Il Comune deve, inoltre, indicare se le domande di provenienza dei CAF debbano arrivare nello stato “PRESENTATA” piuttosto che “SOSPESA”. Nella prima ipotesi le domande inviate dai CAF sono già disponibili al distributore per la lavorazione e per i controlli di competenza, in questo caso si presuppone che il comune effettui  i controlli dovuti (sull’anagrafica) a posteriori facendo un controllo dei dati, secondo una scelta del tutto autonoma dell’ente, sistematicamente o a campione.

Diversamente nella seconda ipotesi, le domande prima ancora di essere disponibili per la lavorazione al distributore, vengono controllate dal comune, in questo caso  con un controllo a priori, processando le singole domande.

 Una volta pervenute le domande dai CAF, al fine di facilitare tale controllo, il comune, può attraverso un'apposita funzionalità di SGAte,  procedere all’estrazione dei dati di competenza (anagrafica). Questi dati andranno verificati attraverso un confronto con la banca dati dell’anagrafe comunale (processo a carico del comune), che fornirà un file contenente gli esiti da reinserire in SGAte. Gli esiti positivi saranno automaticamente processati, mentre quelli negativi dovranno essere analizzati e confermati dall’operatore comunale.